Concetto

Gestione finanziaria

Cos’è, da dove si comincia e cosa va davvero guardato ogni mese.

La gestione finanziaria di solito viene spiegata come un insieme di report. Nella realtà di tutti i giorni è molto più semplice, e molto meno affascinante: è riuscire a rispondere, in qualsiasi momento, quanto è stato incassato, quanto è stato pagato e quanto è già impegnato per quello che deve ancora scadere.

Chi ha queste tre risposte decide con le informazioni. Chi non le ha decide sotto lo spavento, e lo spavento arriva quasi sempre sotto forma di una scadenza che nessuno aveva messo in conto.

L’errore più comune non è di calcolo, è di tempi

Si può avere un utile nel mese e non avere soldi sul conto. Basta vendere con pagamento dilazionato e pagare subito: il risultato chiude in positivo, e la cassa non segue.

Per questo utile e flusso di cassa non sono la stessa cosa, e seguire solo il risultato nasconde proprio il problema che fa cadere più piccole attività. Quello che va guardato non è solo quanto, è quando.

Si comincia dalla registrazione, non dal report

La tentazione è montare prima la struttura: scegliere gli indicatori, disegnare le categorie, cercare il modello di foglio di calcolo giusto. Ma un indicatore senza dati è decorazione, e il dato compare solo se ogni importo incassato e ogni importo pagato viene annotato nel momento in cui succede.

Un mese di registrazione vera vale più di qualsiasi modello compilato a memoria. Dopo, i numeri iniziano a significare qualcosa, ed è allora che conviene preparare la lettura.

Dove la maggior parte si arrende

Non per mancanza di disciplina. È perché la registrazione è stata messa in un posto che costringe a fermare quello che stai facendo: aprire il foglio di calcolo, ricordarsi la struttura, scrivere. Tre attriti proprio mentre sei occupato a servire qualcuno.

Quando la registrazione avviene dove sei già, mandando un messaggio, registrando un vocale, fotografando lo scontrino, il costo di ogni registrazione scende quasi a zero. È la differenza tra una gestione che arriva al terzo mese e l’ennesimo foglio di calcolo abbandonato.

Due cose che valgono più di qualsiasi strumento

Separare il conto dell’attività da quello personale. Finché i due si mescolano, non esiste un numero affidabile: né quello dell’attività, né il tuo. Non serve niente di sofisticato: due conti e la disciplina di non incrociarli risolvono la maggior parte. Quello che resta, cioè la carta che serve a tutte e due le parti, il carburante, la spesa che a volte è materiale per il lavoro, si risolve indicando l’origine nel momento della registrazione, perché quell’informazione non è nell’estratto conto e sparisce in trenta giorni.

Non confonderla con la contabilità. Il commercialista si occupa degli obblighi fiscali; la gestione finanziaria è la tua operatività di tutti i giorni. Una alimenta l’altra: più è buona la tua registrazione, più il suo lavoro diventa economico e preciso.

Domande frequenti

Cos’è la gestione finanziaria, in pratica?

È avere sempre a portata di mano tre risposte: quanto è stato incassato, quanto è stato pagato e quanto è già impegnato per quello che deve ancora scadere. Non si tratta di prevedere il futuro né di fare un bel report: si tratta di non farsi sorprendere. Chi ha queste tre risposte decide con le informazioni; chi non le ha, decide sotto lo spavento.

Da dove comincio se non l’ho mai fatto?

Dalla registrazione, non dal report. Prima di scegliere indicatori o preparare un foglio di calcolo, quello che cambia le cose è annotare ogni importo incassato e ogni importo pagato nel momento in cui succede. Un mese di dati veri vale più di qualsiasi modello compilato a memoria, ed è l’unico modo perché i numeri successivi significhino qualcosa.

Che differenza c’è tra flusso di cassa e utile?

L’utile è quello che è rimasto dall’attività in un periodo; il flusso di cassa è quando i soldi vengono davvero incassati e pagati. Si può avere un utile nel mese e non avere soldi sul conto: basta aver venduto con pagamento dilazionato e aver pagato in contanti. Per questo seguire solo il risultato nasconde il problema più comune della piccola attività, cioè lo sfasamento dei tempi di pagamento.

Ogni quanto devo guardare?

La registrazione è giornaliera, perché dipende dalla memoria: l’importo esatto te lo ricordi solo quel giorno. La lettura può essere settimanale, e la chiusura mensile. La frequenza che non regge è quella al contrario, cioè accumulare tutto per "sistemare a fine mese", perché a quel punto ricordare costa troppo e il mese si chiude a stima.

Devo separare il conto dell’attività da quello personale?

Sì, ed è il cambiamento che dà più risultato con meno fatica. Finché i due si mescolano, non esiste un numero affidabile: né quello dell’attività, né il tuo. Non serve niente di sofisticato: due conti e la disciplina di non incrociarli risolvono già la maggior parte.

Sostituisce il commercialista?

No. Sono cose diverse: il commercialista si occupa degli obblighi fiscali e contabili; la gestione finanziaria è l’operatività di tutti i giorni, che è tua. Una alimenta l’altra: più è ordinata la tua registrazione, più il suo lavoro diventa economico e preciso.

Si può fare senza foglio di calcolo?

Sì, e per molti è l’unico modo che sopravvive al secondo mese. Il foglio di calcolo chiede di aprirlo, ricordarsi la struttura e scrivere: tre attriti proprio quando sei occupato. Gli strumenti che registrano dove sei già, come WhatsApp, tolgono questi attriti di mezzo.

Che ruolo ha apptasca in tutto questo?

Copre la parte della registrazione e della lettura: registri con un vocale, una foto o un messaggio su WhatsApp, importi l’estratto conto della carta in PDF e quello della banca in OFX senza riscrivere niente, e segui cosa è in scadenza, cosa è stato pagato e il previsto a confronto con lo speso. Non collega il tuo conto in banca e ha un piano gratuito.

Prova con il primo messaggio.

Vocali, foto e testo su WhatsApp sono gratis, senza abbonamento e senza carta. Ti risponde in italiano.

Non ti chiediamo mai le credenziali della banca